Ho già trattato altrove l’origine storica della festa di Halloween (meglio dire All Hallow’s Eve), quindi quest’anno mi soffermerò sul significato del simbolo della festa “Jack O’ Lantern” e sull’usanza di “Trick or Treat”Jack O’ Lantern è il nome dato alla zucca intagliata e illuminata, simbolo principale di Halloween. Questo simbolo ha una storia antica che merita di essere conosciuta anche da noi. Tale figura trae origine da una antica leggenda Irlandese, una di quelle tante storie che le famiglie radunate attorno ai fuochi ( o nelle stalle) chiedevano ai vecchi di raccontate, per trascorrere le lunghe sere invernali. Racconti molto semplici, ma mai banali, eccovi la versione più diffusa:
“Tanti anni fa nella vecchia Irlanda, viveva un uomo il cui nome era Stingy Jack. Un brav’uomo, grande lavoratore, peccato fosse particolarmente attratto dal denaro.
Una sera d’autunno mentre si dirigeva verso l’osteria, Jack incontrò un forestiero. Lo straniero era abbastanza singolare, allegro e simpatico tanto che riuscì addirittura a farsi offrire da bere da Jack, cosa assai difficile e insolita. La serata fu lunga e trascorse in allegria, tra un boccale e l’altro. Quando le voci dell’osteria si erano affievolite e solo lo scoppiettare del camino rompeva il silenzio della locanda piena ormai di pochi avventori, lo straniero fattosi più vicino a Jack si rivelò per quello che era in realtà: il Diavolo in persona. Jack non ne fu intimorito, si considerava infatti molto astuto, tanto da voler proporre un patto al diavolo: “Ti venderò la mia anima in cambio di uno scellino, che ne dici?”. Il diavolo accettò e l’accordo fu concluso. Jack prese la sua moneta e il Diavolo se ne andò. Jack era soddisfatto e una volta rincasato pose la moneta accanto a un crocifisso. Ciò impedì al Diavolo di prendergli l’anima.
Passarono molti anni e alla fine il vecchio Jack morì… Tentò allora di dirigersi verso il paradiso, ma i troppi peccati commessi gli impedirono l’accesso. Decise allora di bussare alle porte dell’inferno. Il diavolo scrutando da una grata riconobbe Jack e memore del suo inganno gli disse di andarsene, non gli avrebbe mai aperto. Allora Jack disperato inizio a picchiare con forza sulle porte e a lamentarsi a gran voce per il freddo, implorando che lo lasciasse entrare e non lo abbandonasse lì fuori al buio. Il diavolo si infuriò e per tutta risposta gli scaglio contro un tizzone ardente. Il povero jack allora preso il tizzone (che era inestinguibile in quanto infernale) e scavata una rapa ve lo depose come in una lanterna. E alla luce di essa vaga ancora oggi per il mondo, in cerca di un luogo in cui riposare in pace. Ancora oggi le zucche intagliate (la rapa in America divenne poi una zucca), la vigilia di Ognissanti, ricordano Jack Stingy condannato a vagare per il mondo. Il suo nome sarà cambiato in Jack O’ Lantern, fino a divenire il simbolo di Halloween.
La morale di questa storia è semplice: bisogna stare molto attenti a scherzare con il fuoco, a venire a compromessi col male, perché c’è sempre un prezzo da pagare e le conseguenze possono essere molto spiacevoli.”
La semplice eppur geniale pedagogia popolare di questa storia è però in contrasto con i toni macabri assunti oggi dalla festa che rappresenta. Ma andiamo avanti, per ora.
Altra usanza caratteristica è quella di “Trick or Treat”, in italiano, “Dolcetto o scherzetto”. Essa è la classica frase che i bambini mascherati rivolgono agli abitanti delle case che visitano la notte di Halloween. Da dove arriva questa strana usanza? Per scoprirlo dobbiamo tornare molto indietro a prima della nascita di Cristo. Nelle terre abitate dai celti il 31 ottobre si festeggiava la notte di Samahin (il capodanno celtico), la credenza pagana sosteneva che in tale notte i confini tra il mondo dei vivi e dei morti si assottigliasse, tanto da permettere il ritorno degli spiriti degli antenati defunti sulla terra, così da permettergli far visita ai propri cari vivi. Per essi veniva preparato cibo e in alcuni casi anche un letto, non certo per placarli, come sostiene qualcuno, i motivi erano altri: in primo luogo i defunti dovevano ristorarsi dopo il lungo viaggio, in secondo luogo tale usanza era segno di rispetto e di ricordo nei confronti degli antenati. Se essi erano soddisfatti, prima dell’alba tornavano sereni nelle loro tombe in attesa di poter ritornare ancora l’anno venturo, altrimenti non mancavano di far le loro rimostranze ai vivi, con piccoli scherzi. Da questa antica usanza nasce “Trick or Treat”, i bambini mascherati si incaricano di ricordare ai vivi i propri antenati e il loro legame con essi, chiedendo un piccolo goloso compenso.
Ancora a proposito delle zucche, era usanza già allora mettere sui davanzali delle finestre delle rape (in Irlanda non c’erano le zucche) svuotate e illuminate che agevolassero il defunto nel trovare la strada di casa.
Alla fine di questo percorso però viene da chiedersi dove siano finiti tutti gli importanti significati, di rispetto degli antenati, di fratellanza tra generazioni, di speranza e gioia per la vita e di educazione dei giovani a rifuggire il male? Il Cristianesimo non aveva negato tutto questo, ma l’aveva, santificato riconducendolo al culto del Dio vero e unico, che vincendo la morte ci dona la vita eterna. La festa è stata svuotata dal suo significato e scristianizzata negli USA all’inizio del secolo. A noi spetta riprendere i significati antichi che la festa ha, anche nella nostra tradizione. Non possiamo permettere che per rassegnazione verso la cultura dominante, le nostre menti e i nostri cuori siano svuotati da ogni significato come accade alle zucche intagliate. Bisogna evitare, che in nome del nulla, vengano divelte le radici cristiane della nostra Europa.
Mauro Andreoli (inedito) in pubblicazione sul GrandAngolo N°55 Ottobre 2009
Per approfondire si veda Halloween, storia di una festa











